Cloud, costi e caos operativo: l’urgenza invisibile del 2026
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La Direttiva NIS2 rafforza il quadro europeo della cybersecurity, introducendo un approccio basato sulla gestione del rischio a livello organizzativo. In questo modello, la sicurezza non è più solo una questione tecnologica, ma dipende anche dalla capacità delle persone di riconoscere e reagire alle minacce.
Per questo, la formazione e la consapevolezza del personale diventano elementi essenziali delle misure di sicurezza richieste alle organizzazioni.
I dati del Cyber Index PMI 2025 mostrano un quadro chiaro: una PMI su quattro (25%) ha subito almeno un attacco informatico negli ultimi tre anni, mentre l’80% non dispone di specialisti IT interni e solo l’11% ha attivato processi strutturati di vulnerability assessment.
Il dato più significativo riguarda la percezione: il 95% delle PMI si ritiene adeguatamente protetto, a fronte di un Cyber Index medio pari a 55/100. Questo evidenzia un forte scarto tra sicurezza percepita e reale livello di protezione, che porta molte aziende a sottovalutare il rischio.
Nella maggior parte dei casi, gli attacchi informatici non sfruttano vulnerabilità complesse, ma comportamenti quotidiani:
È sufficiente una singola azione errata per generare conseguenze operative ed economiche significative.
Un esempio recente riguarda una frode di tipo CEO fraud. Un’impiegata amministrativa ha ricevuto un’email apparentemente inviata dal vertice aziendale con una richiesta urgente di bonifico. Senza ulteriori verifiche, la donna ha eseguito il pagamento per oltre 15.000 euro.
Si trattava di una truffa basata su tecniche di social engineering. Il caso è arrivato fino alla Corte di Cassazione, che ha confermato il licenziamento e il risarcimento del danno.
In questo contesto, la protezione reale non dipende solo dalle soluzioni adottate, ma dalla capacità degli utenti di intercettare situazioni anomale nel momento in cui si verificano.
La security awareness serve proprio a questo: traduce la conoscenza dei pericoli in azioni concrete, influenzando il modo in cui le attività quotidiane vengono svolte e riducendo gli errori che più frequentemente generano incidenti.
In particolare per le PMI, rappresenta spesso il punto di partenza più efficace, perché interviene direttamente sull’elemento che incide maggiormente sull’esposizione complessiva: il comportamento operativo delle persone.
Oggi la cybersecurity non è più un tema riservato agli specialisti IT, ma riguarda chiunque lavori in azienda, ogni giorno. Proprio da qui nasce l’esigenza di costruire un primo livello di consapevolezza concreto, accessibile e subito applicabile. Per rispondere a questa esigenza, Let’s Co ha progettato un corso gratuito di cybersecurity awareness pensato specificamente per le PMI italiane.
Il percorso include:
A completamento del corso sono previsti quiz finali, utili per verificare e consolidare le competenze acquisite durante il percorso.
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Questo corso non è la soluzione a tutti i problemi di sicurezza di un’azienda. È il primo passo che ogni organizzazione può fare oggi, a costo zero, per ridurre il rischio più immediato. Il corso è un ottimo punto di partenza per avvicinare le persone ai temi della cybersecurity e promuovere comportamenti più sicuri nella quotidianità lavorativa. Per le aziende che desiderano invece sviluppare percorsi più strutturati o ricevere una consulenza dedicata, Let’s Co supporta la definizione di strategie e misure di sicurezza informatica costruite sulle reali esigenze operative e organizzative.
Perché la maggior parte degli incidenti non deriva da attacchi tecnologicamente complessi, ma da errori umani come email di phishing, mancate verifiche o procedure non rispettate.
Sì, perché migliora la capacità dei dipendenti di riconoscere minacce e adottare comportamenti corretti. Tuttavia deve essere continua, pratica e integrata nella cultura aziendale.
Il primo passo è una valutazione del livello di esposizione al rischio, seguita da un piano di adeguamento che includa governance, sicurezza tecnica, gestione fornitori e formazione del personale.
La supply chain include tutti i fornitori e partner che possono influenzare la sicurezza dei servizi aziendali. La NIS2 richiede di valutarli, definirne gli standard minimi e monitorarne i rischi.
Ottimizza la gestione cloud aziendale, riduci i costi nascosti e centralizza l’infrastruttura IT per migliorare controllo ed efficienza.
Direttiva NIS2: scopri scadenze, obblighi e strategie di governance per adeguare la tua azienda ed evitare rischi operativi e sanzioni.
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