MFA Aziendale: Quale metodo scegliere?
Scopri come scegliere il metodo MFA più sicuro per proteggere gli accessi aziendali.
Il firewall aziendale è uno degli strumenti fondamentali per proteggere una rete informatica.
Cloud, lavoro da remoto, dispositivi mobili e applicazioni SaaS hanno reso l’infrastruttura aziendale molto più distribuita rispetto al passato. Il firewall rimane un elemento essenziale, ma deve essere inserito all’interno di una strategia di sicurezza più ampia.
Il firewall controlla il traffico che attraversa la rete e decide quali comunicazioni possono passare e quali devono essere bloccate sulla base delle policy configurate.
I firewall tradizionali analizzano principalmente indirizzi IP, porte e protocolli. I Next Generation Firewall (NGFW) aggiungono funzionalità più avanzate, come:
Un firewall di nuova generazione può identificare e bloccare molte minacce direttamente a livello di rete e può inoltre analizzare anche il traffico cifrato HTTPS/TLS, che oggi rappresenta una parte rilevante delle comunicazioni online.
Per esaminare questo traffico, il firewall può utilizzare funzioni di SSL/TLS inspection, che permettono al sistema di controllare più in profondità le connessioni cifrate. Questa funzione richiede però una configurazione corretta, perché può avere effetti sulle prestazioni della rete e sulla compatibilità con alcune applicazioni.
Il firewall controlla ciò che passa attraverso di lui, il problema è che oggi non tutte le attività aziendali attraversano il firewall della sede.
Un dipendente può utilizzare Microsoft 365, Google Workspace o altri servizi cloud direttamente da casa o da uno smartphone. Un hacker che riesce a ottenere le credenziali di uno di questi account potrebbe quindi accedere al servizio senza transitare dalla rete aziendale.
Lo stesso vale per il phishing: una pagina HTTPS può apparire legittima e convincere l’utente a inserire le proprie credenziali. Per questo, il principio Zero Trust prevede di verificare identità, dispositivo e risorsa richiesta, senza considerare automaticamente affidabile chi si trova “all’interno” della rete.
Il principio Zero Trust parte dal presupposto che la protezione non può basarsi solo sul perimetro di rete, ma deve estendersi anche a identità, dispositivi e risorse.
Sui computer e sui server, soluzioni Endpoint Protection ed EDR possono analizzare processi, file e comportamenti sospetti direttamente sul dispositivo, anche quando questo si trova fuori dalla rete aziendale.
Sul fronte degli accessi, invece, l’autenticazione multifattore (MFA) riduce il rischio che una password compromessa sia sufficiente per accedere a un account.
È particolarmente importante per accessi remoti, account amministrativi e servizi cloud.
Proteggere il perimetro non basta: bisogna anche limitare ciò che può accadere all’interno della rete.
Se PC, server, sistemi VoIP, telecamere e dispositivi IoT possono comunicare liberamente tra loro, un sistema compromesso può essere usato per raggiungerne altri: è il cosiddetto movimento laterale.
La segmentazione, anche tramite VLAN, separa utenti, server, guest Wi-Fi e dispositivi IoT, mentre firewall e policy regolano le comunicazioni tra i diversi segmenti. In questo modo, la compromissione di un dispositivo non apre automaticamente l’accesso all’intera rete.
Il firewall è un livello di protezione, non tutta la sicurezza aziendale Il firewall è fondamentale per controllare il traffico di rete, ma la protezione deve estendersi anche a dispositivi, identità e accessi.
Per rendere questa protezione realmente efficace è necessario anche monitorare continuamente ciò che accade nei sistemi di autenticazione, endpoint e altri strumenti di sicurezza che generano eventi e log che, se analizzati insieme, possono aiutare a riconoscere comportamenti anomali e possibili incidenti. Un servizio di SOCaaS (Security Operations Center as a Service) può affiancare il firewall analizzando eventi e log provenienti dai diversi sistemi aiutando a individuare attività sospette e possibili incidenti.
Per una PMI non significa necessariamente creare un SOC interno: è possibile affidarsi a servizi gestiti che mettono a disposizione tecnologie e competenze specialistiche.
Let’s Co supporta le aziende nella progettazione e gestione di infrastrutture di rete sicure, integrando questi diversi livelli in funzione delle esigenze dell’organizzazione.
Un firewall tradizionale controlla principalmente indirizzi IP, porte e protocolli. Un Next Generation Firewall (NGFW) aggiunge funzionalità più avanzate, come riconoscimento delle applicazioni, Intrusion Prevention System (IPS), filtraggio web e analisi più approfondita del traffico.
Solo in parte. Può bloccare comunicazioni pericolose dirette verso o provenienti dai dispositivi, ma non controlla tutto ciò che avviene direttamente su PC e server. Per questo vengono utilizzate anche soluzioni Endpoint Protection ed EDR.
Può contribuire a bloccare siti o connessioni riconosciuti come pericolosi, ma non può impedire ogni tentativo di phishing. Se un utente inserisce le proprie credenziali in una pagina fraudolenta, sono necessari ulteriori controlli, come l’autenticazione multifattore (MFA) e sistemi di protezione delle identità.
La segmentazione permette di limitare le comunicazioni tra diverse parti della rete. Se un dispositivo viene compromesso, VLAN e policy di sicurezza possono impedire che l’hacker raggiunga liberamente altri sistemi, riducendo il rischio di movimento laterale.
Sì. Aggiornamenti, firmware, regole e policy devono essere verificati periodicamente. Un firewall avanzato configurato in modo errato o con regole troppo permissive può lasciare esposti servizi e risorse che dovrebbero essere protetti.
Scopri come scegliere il metodo MFA più sicuro per proteggere gli accessi aziendali.
Cloud aziendale: cosa controllare, chi può accedere ai dati e come ridurre i rischi di Shadow IT e Shadow AI.
Il centralino serve ancora nel 2026? Scopri come cloud e AI rendono più semplice la gestione delle chiamate aziendali.