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Security awareness e PMI: il rischio più grande è l’errore umano

La Direttiva NIS2 rafforza il quadro europeo della cybersecurity, introducendo un approccio basato sulla gestione del rischio a livello organizzativo. In questo modello, la sicurezza non è più solo una questione tecnologica, ma dipende anche dalla capacità delle persone di riconoscere e reagire alle minacce.

Per questo, la formazione e la consapevolezza del personale diventano elementi essenziali delle misure di sicurezza richieste alle organizzazioni.

Security awareness e PMI: il rischio più grande è l’errore umano

PMI e cybersecurity: il divario tra rischio reale e percepito

I dati del Cyber Index PMI 2025 mostrano un quadro chiaro: una PMI su quattro (25%) ha subito almeno un attacco informatico negli ultimi tre anni, mentre l’80% non dispone di specialisti IT interni e solo l’11% ha attivato processi strutturati di vulnerability assessment.

Il dato più significativo riguarda la percezione: il 95% delle PMI si ritiene adeguatamente protetto, a fronte di un Cyber Index medio pari a 55/100. Questo evidenzia un forte scarto tra sicurezza percepita e reale livello di protezione, che porta molte aziende a sottovalutare il rischio.

Il fattore umano come origine degli incidenti

Nella maggior parte dei casi, gli attacchi informatici non sfruttano vulnerabilità complesse, ma comportamenti quotidiani:

  • email di phishing non riconosciute;
  • richieste urgenti approvate senza verifica;
  • link o allegati malevoli aperti con un clic;
  • gestione non corretta di credenziali e dati sensibili.

È sufficiente una singola azione errata per generare conseguenze operative ed economiche significative.

Un caso reale: quando un’email costa 15.000 euro

Un esempio recente riguarda una frode di tipo CEO fraud. Un’impiegata amministrativa ha ricevuto un’email apparentemente inviata dal vertice aziendale con una richiesta urgente di bonifico. Senza ulteriori verifiche, la donna ha eseguito il pagamento per oltre 15.000 euro.

Si trattava di una truffa basata su tecniche di social engineering. Il caso è arrivato fino alla Corte di Cassazione, che ha confermato il licenziamento e il risarcimento del danno.

Perché la security awareness è il primo intervento concreto

In questo contesto, la protezione reale non dipende solo dalle soluzioni adottate, ma dalla capacità degli utenti di intercettare situazioni anomale nel momento in cui si verificano.

La security awareness serve proprio a questo: traduce la conoscenza dei pericoli in azioni concrete, influenzando il modo in cui le attività quotidiane vengono svolte e riducendo gli errori che più frequentemente generano incidenti.

In particolare per le PMI, rappresenta spesso il punto di partenza più efficace, perché interviene direttamente sull’elemento che incide maggiormente sull’esposizione complessiva: il comportamento operativo delle persone.

Cybersecurity awareness per PMI: il primo passo per aumentare la consapevolezza digitale in azienda

Oggi la cybersecurity non è più un tema riservato agli specialisti IT, ma riguarda chiunque lavori in azienda, ogni giorno. Proprio da qui nasce l’esigenza di costruire un primo livello di consapevolezza concreto, accessibile e subito applicabile. Per rispondere a questa esigenza, Let’s Co ha progettato un corso gratuito di cybersecurity awareness pensato specificamente per le PMI italiane.

 

Il percorso include:

  • 4 moduli essenziali;
  • scenari reali di attacco;
  • linguaggio semplice e accessibile;
  • indicazioni applicabili nel lavoro quotidiano.

A completamento del corso sono previsti quiz finali, utili per verificare e consolidare le competenze acquisite durante il percorso. 

 

👉 Accedi al corso gratuito

 

Questo corso non è la soluzione a tutti i problemi di sicurezza di un’azienda. È il primo passo che ogni organizzazione può fare oggi, a costo zero, per ridurre il rischio più immediato. Il corso è un ottimo punto di partenza per avvicinare le persone ai temi della cybersecurity e promuovere comportamenti più sicuri nella quotidianità lavorativa. Per le aziende che desiderano invece sviluppare percorsi più strutturati o ricevere una consulenza dedicata, Let’s Co supporta la definizione di strategie e misure di sicurezza informatica costruite sulle reali esigenze operative e organizzative. 

FAQ: Frequently Asked Questions

Perché la maggior parte degli incidenti non deriva da attacchi tecnologicamente complessi, ma da errori umani come email di phishing, mancate verifiche o procedure non rispettate.

Sì, perché migliora la capacità dei dipendenti di riconoscere minacce e adottare comportamenti corretti. Tuttavia deve essere continua, pratica e integrata nella cultura aziendale.

Il primo passo è una valutazione del livello di esposizione al rischio, seguita da un piano di adeguamento che includa governance, sicurezza tecnica, gestione fornitori e formazione del personale.

La supply chain include tutti i fornitori e partner che possono influenzare la sicurezza dei servizi aziendali. La NIS2 richiede di valutarli, definirne gli standard minimi e monitorarne i rischi.

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