Smart Workplace: esperienza concreta per capirne il valore
Smart workspace: ecosistema in cui spazi, tecnologie e persone lavorano insieme per rendere il lavoro fluido ed efficace.
La sicurezza informatica ha smesso di essere un tema puramente tecnico per diventare una responsabilità strategica. Oggi coinvolge direttamente CFO, board e vertici aziendali, chiamati a prendere decisioni che incidono sulla continuità operativa, sulla reputazione e sulla conformità normativa. In questo scenario si inserisce la Direttiva NIS2, normativa europea che disciplina la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi per aziende e organizzazioni considerate critiche o rilevanti per l’economia. Si tratta dell’evoluzione della precedente direttiva NIS, ma con un perimetro più ampio e requisiti decisamente più stringenti. Il cambiamento non è solo normativo, ma culturale. La NIS2 estende infatti gli obblighi a un numero molto più elevato di aziende, incluse realtà di medie dimensioni che fino a poco tempo fa erano escluse da questo tipo di regolamentazione. Allo stesso tempo, introduce un principio chiave: la sicurezza non è più delegabile esclusivamente all’IT, ma diventa una responsabilità diretta del top management.
Non basta quindi proteggere l’infrastruttura: è necessario governare il rischio in modo strutturato, continuo e dimostrabile.
Per affrontare correttamente la NIS2 è fondamentale tradurre le scadenze in un piano operativo concreto, evitando approcci reattivi o frammentati.
Partiamo proprio dagli aggiornamenti delle ultime settimane, ad aprile 2026, infatti, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha pubblicato una serie di determinazioni che hanno completato un tassello chiave dell’architettura NIS2, introducendo il modello di categorizzazione delle attività e dei servizi.
Questo modello rappresenta oggi il nuovo riferimento operativo per la compliance, perché definisce come classificare in modo strutturato i servizi aziendali in base al livello di impatto. Nel dettaglio, tra il 13 e il 20 aprile 2026 sono stati pubblicati tre provvedimenti fondamentali riguardanti:
A questi si sono aggiunte anche le Linee guida di accompagnamento, che supportano le aziende nell’interpretazione applicativa del sistema.
Alla luce di questo aggiornamento, le scadenze operative sono:
Uno degli impatti più rilevanti della NIS2 riguarda la governance, la sicurezza, infatti, diventa un tema che coinvolge direttamente il top management e richiede una struttura chiara, con responsabilità definite e processi decisionali formalizzati. La nomina di una figura come il CISO, o comunque di un referente con responsabilità specifiche, è solo il punto di partenza. Ciò che fa realmente la differenza è il coinvolgimento attivo del board, chiamato a validare strategie, approvare policy e monitorare i rischi in modo continuativo. In questo contesto, la sicurezza smette di essere una funzione isolata e diventa parte integrante della gestione aziendale.
Allo stesso tempo, la direttiva estende l’attenzione alla supply chain. La sicurezza non si ferma più ai confini dell’organizzazione, ma si estende a fornitori e partner, imponendo una revisione dei contratti e delle clausole. Le aziende devono iniziare a chiedere garanzie, definire standard minimi e monitorare i soggetti più critici, con un approccio strutturato e documentabile. Questo passaggio, se ben gestito, non rappresenta solo un obbligo, ma un’occasione per rafforzare l’intero ecosistema aziendale e migliorare la qualità delle relazioni con i partner.
Dal 1° gennaio 2026 è pienamente operativo l’obbligo di notifica degli incidenti informatici significativi al CSIRT Italia. Questo introduce tempistiche precise che richiedono organizzazione, velocità e coordinamento interno. Il processo si articola in tre momenti distinti, ma strettamente collegati: una prima segnalazione entro 24 ore (early warning), una notifica completa entro 72 ore e un report finale entro un mese.
Queste tempistiche non lasciano spazio all’improvvisazione. Le aziende devono essere pronte ad attivare rapidamente procedure interne, raccogliere informazioni affidabili e coordinare diverse funzioni, dall’IT al legale fino al management. In assenza di una preparazione adeguata, il rischio non è solo operativo, ma anche reputazionale e sanzionatorio.
Limitarsi a considerare la NIS2 come un obbligo normativo significa perdere una parte importante del suo potenziale, le aziende che adottano un approccio strategico possono trasformarla in un elemento distintivo. Una governance solida, processi chiari e una gestione strutturata del rischio cyber contribuiscono a rafforzare la fiducia di clienti e partner, soprattutto nei contesti più regolamentati. In molti casi, diventano anche un fattore abilitante per accedere a nuove opportunità di business.
In questo scenario, il supporto di un partner esperto può fare la differenza tra una semplice compliance e un reale salto di qualità. Let’s Co affianca aziende, IT Manager e CFO nella gestione operativa degli adempimenti NIS2, con un approccio concreto che parte dall’analisi e arriva fino all’implementazione e al monitoraggio continuo.
L’obiettivo non è solo rispettare la normativa, ma costruire un sistema capace di sostenere la crescita e rendere l’azienda più resiliente nel tempo. Contattaci per avere una consulenza personalizzata.
Le sanzioni previste dalla NIS2 sono rilevanti e variano in base alla categoria dell’azienda. Per i soggetti essenziali possono arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato annuo globale.
Per i soggetti importanti fino a 7 milioni di euro o all’1,4% del fatturato annuo globale.A queste si aggiungono rischi reputazionali e responsabilità dirette del management.
Non sempre formalmente, ma è necessario avere una figura responsabile della sicurezza. Deve esserci chiarezza nei ruoli e coinvolgimento del management.
No, riguarda anche processi, governance e gestione del rischio. Le misure devono essere organizzative oltre che tecnologiche.
L’azienda deve attivare una procedura di notifica con tempistiche precise. Serve essere pronti a segnalare, analizzare e documentare l’evento rapidamente.
Dipende dal livello di partenza, ma non è un processo immediato. Richiede analisi, implementazione e revisione continua nel tempo.
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